L’Associazione LOGiCO (League of Online Gaming Operators), che rappresenta dieci dei principali operatori internazionali attivi nel mercato legale italiano del gioco online e che organizza oltre il 70% dei tornei di poker online nel nostro Paese, desidera illustrare le proprie motivazioni a sostegno della decisione dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM) di autorizzare la condivisione del poker online con altri paesi europei (in particolare con Francia, Spagna e Portogallo). Negli ultimi giorni sono circolate opinioni contrarie a tale sviluppo, basate sull’argomentazione secondo cui le normative degli altri paesi europei coinvolti non sarebbero sufficientemente restrittive rispetto a quelle italiane. Su questo punto siamo in forte disaccordo, ma siamo fiduciosi che le autorità di regolamentazione dei paesi coinvolti saranno in grado di fornire valide garanzie circa l’inesistenza di tale rischio e che, in particolare, lo standard delle rispettive misure antiriciclaggio — anche se attuate con strumenti diversi da paese a paese — sia adeguato a garantire la sicurezza e la tutela dei giocatori italiani. A ulteriore garanzia di ciò, va sottolineato che l’accordo siglato tra l’autorità di regolamentazione italiana e quelle francesi, spagnole e portoghesi specifichi espressamente che la sua attuazione è subordinata al fatto che «non siano in vigore decisioni con cui le autorità di tali Stati abbiano esentato gli operatori di poker online autorizzati dalle disposizioni nazionali che recepiscono la direttiva (UE) 2015/849». Il requisito esplicito che i titolari di licenze di poker online rispettino le norme antiriciclaggio indica chiaramente che tutte le autorità di regolamentazione coinvolte non solo hanno esaminato a fondo la questione, ma hanno anche espressamente previsto, a garanzia di una maggiore protezione, che gli Stati firmatari non possano esercitare alcuna discrezionalità riguardo all’applicazione degli obblighi previsti dalla Direttiva UE n. 2015/849 (Quarta direttiva antiriciclaggio), pena la risoluzione dell’accordo. Garantire la conformità alle norme antiriciclaggio è una parte essenziale dei requisiti necessari per ottenere una licenza per il gioco online in Italia, e lo stesso vale in Spagna, Francia e Portogallo — i paesi che saranno interessati dal pool di liquidità condiviso. Gli operatori legali si avvalgono di team specializzati dedicati e delle tecnologie più avanzate per garantire il rispetto di tali misure, compresi i processi KYC (Know Your Customer) richiesti e l’analisi dei flussi finanziari. La relazione della Commissione europea al Parlamento europeo e al Consiglio[1] del 26 giugno 2017 sottolinea inoltre che l’esposizione del gioco online ai rischi di riciclaggio di denaro riguarda gli operatori non regolamentati. Questi rappresentano il punto debole del sistema. I giocatori italiani possono quindi già giocare contro giocatori stranieri — non solo europei, ma provenienti da tutto il mondo — attraverso i numerosi siti illegali disponibili, senza alcuna protezione o garanzia. Per quanto riguarda il potenziale di frode, un pool di liquidità condiviso non comporterebbe alcun rischio e, anzi, aumenterebbe le tutele per i giocatori. Infatti, maggiore è la dimensione delle reti controllate, più facile è identificare rapidamente i giocatori che tentano di colludere o frodare gli altri. Il motivo è di natura statistica: quanto più ampio è il bacino di giocatori, tanto minori sono le probabilità che due giocatori collusi possano sedersi frequentemente allo stesso tavolo senza che l’anomalia venga rilevata da software specializzati. Inoltre, gli operatori internazionali spesso detengono licenze e concessioni in molti paesi soggetti a verifiche di condotta e hanno tutto l’interesse a espellere i giocatori colpevoli di tali attività. Gli operatori illegali, invece, possono continuare a permettere che vengano perpetrate truffe, anche a danno dei giocatori italiani. Vale anche la pena notare che la liquidità internazionale era già prevista dalla Legge Finanziaria del 2005 (in particolare, all’articolo 1, commi 293 e 294 della Legge n. 311 del 30 dicembre 2004), la quale stabiliva che l’Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato -Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato «possa organizzare la gestione di nuovi giochi insieme alle amministrazioni competenti di altri Stati membri dell’Unione europea e, a tal fine, stabilire con esse la ripartizione delle puntate», e che è stata attuata dall’autorità di regolamentazione italiana nel 2008 tramite il Decreto Direttoriale n. 14132/2008 del 17 aprile 2008. Tale decreto ha chiaramente definito i motivi per cui la liquidità internazionale è importante per tutelare i giocatori italiani in un contesto di gioco regolamentato, in particolare «la necessità di consentire il graduale sviluppo di un’offerta italiana di giochi online di abilità con caratteristiche altrettanto attraenti di quelle dei migliori operatori esteri, anche in termini di ampiezza e varietà dell’offerta di gioco, e, di conseguenza, il numero di consumatori presenti contemporaneamente nell’ambiente di gioco, quale condizione indispensabile per contrastare efficacemente la diffusione del gioco illegale o irregolare sui siti degli operatori esteri». La disposizione volta a limitare la liquidità al territorio nazionale era stata introdotta solo come misura temporanea e «sperimentale», della durata di «fino a 12 mesi» a partire dall’autorizzazione della prima piattaforma. L’autorità di regolamentazione ha citato «implicazioni e impatti amministrativi e tecnici» (art. 4 del suddetto decreto) come unico ostacolo all’adozione immediata della misura. Tale termine è ormai scaduto da nove anni e i problemi individuati all’epoca sono stati risolti. Di conseguenza, nel settore vi è forte attesa affinché questa soluzione venga finalmente attuata. Recentemente sono circolati anche dubbi circa l’opportunità di aprire la liquidità internazionale mentre si limita la diffusione di altri giochi. I dati ufficiali dell’ADM mostrano che nel 2016 il poker online rappresentava lo 0,72% della spesa per il gioco d’azzardo in Italia (138 milioni su un totale di 19.069 milioni, fonte: ADM Blue Book 2016). Il poker online è inoltre in costante calo dal 2011 e rimarrà una parte davvero marginale della spesa complessiva per il gioco d’azzardo anche a seguito dell’introduzione della liquidità condivisa con Francia, Spagna e Portogallo. Per un prodotto di nicchia come il poker, non è possibile applicare la stessa logica che sta alla base della necessità di ridurre l’offerta di giochi di massa in Italia. La liquidità condivisa non darà vita a un nuovo boom del poker, ma è semplicemente uno strumento necessario per impedire che i pool di liquidità nazionali scendano al di sotto di una soglia critica — al di sotto della quale i siti regolamentati non sarebbero più competitivi — e per garantire che possano continuare a rappresentare non solo un’opzione sicura, ma anche attraente per i giocatori e una fonte di entrate per il Tesoro. Inoltre, la liquidità internazionale è già consolidata e attiva in altri giochi: in particolare, la lotteria “EuroJackpot”, autorizzata in Italia da diversi anni, consente ai giocatori di partecipare a un’estrazione comune, proprio come la liquidità internazionale per i tornei di poker consentirà ai giocatori italiani di partecipare a tornei congiunti. Anche nel settore ippico, le scommesse su un totalizzatore comune per varie corse europee sono attive da diversi anni. L’impegno dell’Italia nella regolamentazione del mercato del gioco è necessario ed è guidato dal legittimo obiettivo di tutelare i consumatori. Tuttavia, la liquidità condivisa non rappresenta un’espansione dell’ambito del gioco: la liquidità condivisa non comporta alcuna modifica al limite massimo dei giochi di poker autorizzati, né ai limiti di deposito. La liquidità condivisa non interferisce con le misure di gioco responsabile previste dalla legge e applicate dagli operatori regolamentati, né con i controlli di verifica dell’età o della provenienza dei depositi. Anche nel contesto della liquidità condivisa, i giocatori italiani non potranno accedere a nessun tipo o livello di gioco che non sia già previsto e autorizzato dalla normativa vigente. In particolare, è proprio per il poker in formato torneo — la forma di poker in cui la componente ricreativa è maggiore e che è riconosciuta come un gioco di abilità sotto ogni aspetto — che la liquidità internazionale è necessaria per creare una base di utenti sufficiente. Gli operatori di LOGiCO ritengono che la valutazione delle autorità di regolamentazione internazionali sulla possibilità di lanciare la liquidità internazionale senza rischi per i propri cittadini sia del tutto corretta. Tuttavia, qualora il legislatore italiano volesse esercitare un ulteriore grado di cautela, essi suggeriscono di valutare l’opportunità di introdurla a partire dal poker da torneo, per poi estenderla ai cash game dopo aver esaminato i risultati e le eventuali criticità riscontrate. Conclusioni LOGiCO sostiene con forza l’azione intrapresa dall’autorità di regolamentazione italiana, che ha siglato un accordo con altre autorità che condividono l’obiettivo di mantenere la competitività di un gioco come il poker — attualmente marginale in termini di spesa ma importante per garantire la legalità, favorire la concorrenza internazionale e promuovere la scelta dei consumatori. In qualità di Associazione, auspichiamo che siano le stesse autorità di regolamentazione ad affrontare le argomentazioni tecniche contrarie all’accordo siglato dall’ADM e che l’ADM possa procedere al completamento del lavoro intrapreso. Qualora si ritenesse opportuno introdurre misure temporanee, un’opzione praticabile potrebbe essere quella di iniziare ad attuare la liquidità condivisa solo per i tornei. [1] Relazione della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio sulla valutazione dei rischi di riciclaggio di denaro e di finanziamento del terrorismo che incidono sul mercato interno e sono connessi alle attività transfrontaliere – COM(2017) 340 definitivo