I risultati di uno studio condotto dall’Istituto Nazionale della Salute italiano sulla prevalenza del gioco d’azzardo patologico confermano che il gioco online “è l’unico settore che offre procedure di identificazione dei giocatori, limiti di gioco e misure di tutela dei giocatori”. È quanto afferma Moreno Marasco, presidente di Logico, l’associazione che rappresenta alcuni dei principali operatori del settore del gioco online in Italia . “L’ISS ci dice che il 94,5% dei giocatori adulti gioca nei locali fisici, mentre solo una minoranza (5,5%) gioca online — una cifra che rispecchia le dimensioni economiche dei due segmenti (nel 2017, la spesa online rappresentava il 7%). Tuttavia, i limiti al gioco d’azzardo esistono solo nel settore online, come ha osservato anche l’ADM, sottolineando la presenza del Registro delle autoesclusioni (RUA), attualmente limitato al settore online». Marasco sottolinea inoltre che «tra i principali paesi europei, l’Italia si colloca solo al quinto posto in termini di percentuale di giocatori che hanno effettuato qualsiasi tipo di scommessa nell’ultimo anno, con il 36,4%», mentre «la dipendenza dal gioco d’azzardo occupa l’ottavo posto nella classifica delle dipendenze. Ciò non sminuisce la gravità dei casi di gioco d’azzardo patologico, ma indica chiaramente che è errato equiparare ogni forma di gioco d’azzardo, ad esempio, al fumo». Il punto dolente della ricerca, secondo il presidente di Logico, è «la superficialità con cui sono stati presentati i dati relativi a chi ha giocato d’azzardo almeno una volta nell’anno, bollando così il gioco d’azzardo come sempre problematico», mentre a volte esso può «stimolare comportamenti virtuosi; in questo senso, l’esperimento della ‘lotteria degli scontrini’ è emblematico». La ricerca è tuttavia utile a confermare «che le misure introdotte dal Decreto Dignità non sono efficaci nel contrastare il gioco d’azzardo patologico o quello minorile», come il divieto di pubblicità, che ha «un’influenza limitata sulla scelta dei consumatori». Inoltre, qualsiasi iniziativa volta a «limitare ciecamente l’offerta di gioco d’azzardo o a eliminare la possibilità di fare pubblicità» è priva di efficacia; al contrario, «la comunicazione commerciale, regolamentata e riservata esclusivamente agli operatori autorizzati, svolge un ruolo fondamentale nel distinguere gli operatori legali dagli attori illegali», soprattutto perché l’offerta «illegale» «è di gran lunga più allettante per i giocatori d’azzardo problematici rispetto ai cosiddetti giocatori sociali». Marasco conclude sottolineando che i membri di Logico sono ben consapevoli delle funzioni della comunicazione e «del potenziale rischio di eccessi»; proprio per questo motivo, esiste già un «codice di autoregolamentazione» volto a prevenire «un’eccessiva invadenza». Infine, il presidente di Logico ribadisce la necessità di un dialogo tra istituzioni e operatori per realizzare «una riorganizzazione completa del settore, a beneficio di tutti gli italiani. Questo dialogo è necessario, prima che sia troppo tardi».