di Marco Mobili 29 novembre 2021 Un terzo dei giocatori d’azzardo online gioca su siti illegali. È quanto emerge dal sondaggio “Conoscenza e percezione dei siti di scommesse illegali”, condotto da Emg Different per conto della Lega degli Operatori del Gioco Online (Logico). L’indagine, condotta tra il 2 e il 6 ottobre 2021, è stata realizzata su un campione di 2.000 persone rappresentativo della popolazione di circa 700 comuni italiani. Come spiega Moreno Marasco, presidente di Logico, «lo scopo dell’indagine è capire fino a che punto la differenza tra siti di gioco d’azzardo legali e illegali sia chiara ai giocatori e agli altri, e fino a che punto si estenda la percezione del pericolo rappresentato da questi ultimi». Senza pubblicità, il confine tra legalità e gioco d’azzardo è sfumato L’indagine conferma quindi le difficoltà che i giocatori incontrano oggi nel distinguere tra chi opera legalmente e chi lo fa al di fuori di qualsiasi regolamentazione, con la reputazione dei siti che appare simile e indistinguibile. Per Marasco, una delle principali responsabilità risiede «nella normativa che ha stabilito il divieto di pubblicità e nel suo effetto controproducente. Il divieto di comunicazione e pubblicità, a cui sono vincolati tutti i siti di gioco d’azzardo legali, ha spianato la strada ai siti illegali che, non dovendo rispettare alcuna normativa, hanno avuto – e continuano ad avere – mano libera». Cosa rivelano i dati del sondaggio Mentre il 46,7% dei giocatori online conosce almeno un sito legale, l’11,7% è a conoscenza di siti illegali. Le principali fonti di conoscenza sono il passaparola (28%), la pubblicità in TV, sui giornali, alla radio o per strada (27%) e la pubblicità sul web e sui social media (21%). Tuttavia, c’è chi cerca personalmente le piattaforme online (il 50% dei giocatori sui siti illegali, il 38% di quelli sui siti legali). Secondo l’indagine, quindi, non vi è una chiara consapevolezza dei pericoli del gioco d’azzardo online illegale: solo il 25% dei giocatori è consapevole dei rischi, rispetto al 53% di tutti gli intervistati. Non un ritorno al passato, ma no al proibizionismo La pubblicità dei siti legali è uno degli strumenti per la tutela dei giocatori, in quanto mette in evidenza i rischi e i pericoli che corrono coloro che scelgono di giocare d’azzardo al di fuori delle regole. Infatti, il 35% degli intervistati ritiene che il divieto di pubblicità abbia reso gli utenti meno informati e quindi meno protetti, mentre il 31% è consapevole che ciò abbia portato a un aumento del gioco d’azzardo illegale. Tuttavia, nonostante le opinioni espresse riguardo all’effettiva inefficacia del divieto, l’opinione pubblica sulla normativa evoca anche un passato che non è ben visto dal pubblico, considerando che il 51% del campione – giocatori inclusi – si dichiara molto o abbastanza favorevole alla legge contro la pubblicità del gioco d’azzardo. Come aggiunge Marasco, «Qualsiasi forma di divieto cieco e rigido, come sappiamo, esercita una certa attrazione. Prima dell’introduzione del divieto, da tempo sollecitavamo il settore ad adottare un codice di condotta per regolamentare la pubblicità. Come associazione, ci siamo autoregolamentati perché eravamo consapevoli che il sistema non potesse continuare così com’era, sia per gli utenti che per gli stessi operatori. Siamo quindi i primi a non voler tornare alla situazione precedente al divieto, ma non possiamo fare a meno di ribadire che il divieto non solo non è riuscito a combattere la dipendenza dal gioco d’azzardo, ma ha di fatto favorito chi opera illegalmente, danneggiando così la società nel suo complesso, le aziende e i consumatori». E il presidente di Logico condivide il punto di vista degli intervistati: «Il divieto è inutile, ma è meglio che rimanga in vigore per evitare un ritorno al passato, di cui tutti hanno una parte di responsabilità; allo stesso tempo, però, andrebbe avviata una discussione su nuove metodologie. Per Logico, questa discussione non può più essere rimandata, e potrebbe essere necessario intervenire per garantire un approccio alla pubblicità diverso rispetto al passato». https://www.ilsole24ore.com/art/gioco-online-terzo-utenti-usa-siti-illegali-AEBhCmz?refresh_ce=1